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G2: un piccolo universo a misura del vivente

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G2, l’ufficio green di Milano è un biosistema che include piante, persone e antiquariato

Uffici ecosostenibili

Negli uffici G2 di Milano è nato un biosistema inclusivo e sostenibile: persone, piante e oggetti d’arredo di antiquariato ora convivono sotto lo stesso tetto.

Storia di recupero, rigenerazione e reintegrazione dell’area green di un edificio storico.

Sopravvivenza e convivenza sono i principi che hanno orientato la realizzazione dei nuovi uffici G2 di Via Borromei, 6, a Milano. Conservazione e coesistenza, dunque. Ma di cosa? La nostra responsabilità è stata quella di sintetizzare due esigenze: il desiderio da parte della committenza di reintegrare uno spazio verde dimenticato, e la volontà da parte del proprietario dell’immobile di conservare gli oggetti d’arredo di famiglia

Il risultato? Il matrimonio tra natura e antiquariato. Piante, affreschi, computer, terra, sculture, vasi, pianoforte, scrivanie, statue, acqua, quadri, reticolati, sedie.

L’associazione di questi elementi ha convertito un edificio storico in un biosistema che accoglie ogni giorno, armoniosamente, persone, piante e oggetti d’arredo. La nuance blu, poi, è la perfetta cornice di questo universo a misura del vivente, rimandando ai toni dell’acqua.

Ufficio green

Piante in ufficio, l’ambientazione 4.0 adattata all’uomo e all’antiquariato: il loro recupero e la loro reintegrazione

Le piante in ufficio incrementano il livello di produttività, migliorano la qualità dell’aria e riducono lo stress. La committenza ha voluto includere tutti questi benefici entro il proprio ambiente di lavoro. Di qui la richiesta di recuperare, rigenerare e reintegrare l’area green preesistente all’interno dei nuovi uffici. 

L’Architetto del Verde ha adeguato il processo di recupero della flora a due problematiche: scarsità di luce e mancanza di ventilazione.

L’unica fonte di luce naturale, infatti, è costituita da un lucernario. Per questo, l’impianto di irrigazione è stato ripensato: la terra usurata e invecchiata è stata rimpiazzata da quella preconcimata e alleggerita. Il drenaggio è ora favorito da uscite puntuali regolate su ogni singola unità, azzerando il rischio di ristagno dell’acqua

La difficoltà maggiore, però, è stata ottimizzare la scarsissima circolazione di aria. L’introduzione di un sistema di ventilazione ha aggirato il problema risolvendolo.

L’attecchimento, nel complesso, non è stato semplice.

L’intervento ha permesso il recupero del 60% delle piante. I vegetali sono stati selezionati per rispondere alle problematiche sopra citate, ai bisogni connessi alla loro collocazione in un ambiente chiuso e, soprattutto, alla necessità di far convivere sotto lo stesso tetto persone, oggetti di antiquariato e natura.

Ecco che Aglaonema, Diefferbanchia vesuvius, Dracene, Kentia, Ficus umbellata, Spathiphyllum e Monstera deliciosa, piante da interno di differenti ordini di grandezza, hanno dato respiro, insieme e in maniera scenografica, a un biosistema inclusivo e sostenibile.

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